Dove Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia si toccano, un fiume scende dall'Appennino al Po. I romani lo chiamavano Iria; oggi si chiama Staffora.
Questa valle è stata sempre il margine di qualcun altro.
X secolo a.C.
Sul crinale fra Staffora e Curone, un castelliere ligure guarda le due valli. Gli scavi di Lo Porto, nel 1951, ne hanno riportato alla luce mura e capanne — e poi un'interruzione.
218 a.C.
Annibale batte i romani ai piedi della valle. Clastidium e i suoi granai passano di mano: la pianura entra nella storia con una sconfitta.
Età romana
Dove la valle incontra la pianura, una città prende il nome dal fiume. La via Postumia la attraversa. Il nome della città, col tempo, si perde; quello del fiume resta.
614
Oltre il crinale, il monaco irlandese Colombano fonda un'abbazia. Bobbio non governa la valle: la possiede a pezzi — celle e terre sparse lungo lo Staffora.
XII–XIII secolo
I castelli malaspiniani presidiano le vie del sale che da Varzi salgono verso il mare. Alla corte di Oramala si ferma la poesia dei trovatori.
1743
Un trattato firmato lontano da qui sposta il confine con un tratto di penna: la valle passa ai Savoia. Nessun assedio, nessuna battaglia. Una firma.
Oggi
Migliaia di affermazioni, ciascuna con un grado: da A, provato, a E, leggenda. Un agente le mette alla prova e demolisce ciò che non regge: si chiama Pigorini.
Ma nessuna affermazione diventa verificata da sola.